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GPL: IL PREZZO NON SCENDE

La zavorra di Iva e accise: ecco perché il prezzo dei prodotti finali non scende come il petrolio.






Come riportato durante l'intervista rilasciata al TG1, oltre che su autorevoli testate giornalistiche (qui di seguito, l'articolo de La Repubblica) il Presidente di Nomisma Energia, Davide Tabarelli, indica alcune delle motivazioni per cui "da fine febbraio le quotazioni del greggio si sono più che dimezzate ma il prezzo finale dei prodotti al dettaglio è sceso appena del 7%" .

Una percentuale, questa, che risulta particolarmente ridotta se viene posta a confronto di tutte le spese che un'azienda deve sostenere, soprattutto in questo momento di particolare crisi mondiale, per gestire ogni propria attività.


Con particolare chiarezza Flavio Bini, giornalista de La Repubblica, riporta nel suo articolo le parole di Tabarelli che spiegano come "dietro all'apparente paradosso [...] c'è un insieme di fattori noti" che impediscono nella pratica la possibilità dei prezzi finali di seguire questo trend al ribasso. Primo fa tutti "il peso della materia prima, il petrolio, che incide solo marginalmente. Poco meno di un terzo rispetto al costo totale del prodotto finale. Circa la metà se ne va in accise e il resto entra nelle casse dello Stato sotto forma di Iva".


In conclusione quindi, la crisi legata al Coronavirus ha sensibilmente ridotto i margini di gestori e compagnie che, con la stragrande maggioranza delle attività di servizi e/o di produzione ferme da ormai due mesi oltre che alle condizioni meteo particolarmente miti, si sono viste costrette a spalmare questi costi di gestione sulle poche vendite effettuate. In altre parole, a causa dei costi fissi che restano praticamente inalterati (nel caso dei distributori: i costi del personale, quelli di manutenzione delle strutture e altro) oltre che delle vendite calate di oltre il 30%, la percentuale di ribasso indicata è praticamente annullata per gli acquirenti finali.




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